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29 Febbraio 2016

– Buongiorno Giorgio, sono Francesca della Cucchini, come stai? –
– Ciao Francesca, sono in piena forma, c’è bisogno della mia presenza? –
– Già, ci sarebbe una consegna di ausili, compreso il letto, da fare a Longarone, hai per caso
voglia e tempo? –
– Certo che sì, a che ora? Se vengo li per le 14,00 ti va bene? Anche prima se vuoi. –
– Se non è un grosso problema per te, l’Infermiera Antonella ci ha chiesto urgenza quindi prima che puoi, preferibilmente stamattina, avrei allertato anche Danilo che verrebbe con te e può essere qui alle 9,15 –
– Allora “metti su la moka” che alle 9 in punto arrivo in sede. –

Ore 9,00
Due chiacchiere con Martina e Francesca, intanto arriva Danilo (sempre puntualissimo) caffè veloce e via con il furgone in magazzino per la bolletta di consegna ed il carico di tutti gli ausili richiesti, ecco Longarone, controlla il numero civico, sì è questa la casa.
– Drin –
– Chi è? –
– Buongiorno signora, siamo i volontari della Cucchini –
– Oh ma che bravi, siete già qua! Vi apro, venite su al 3° piano, vi aspetto sulla porta. –
– Eccoci qui, abbiamo portato su le cose più leggere così intanto vediamo dove e come mettere il letto.
Cinque minuti di dialogo con i parenti per capire meglio qual’è la soluzione migliore e poi di nuovo giù nel furgone.-
– Avete bisogno di una mano? Faccio venir giù anche mio figlio? –
– Tranquilla signora, ci arrangiamo senza problemi, anzi … un viaggio in più ci fa bene … abbiamo la pancia … –

15 minuti dopo.

– Ecco, così messo il letto dovrebbe andar bene, poi la carrozzina e la comoda li lasciamo qui che c’è spazio in abbondanza. –
– Beh, ragazzi, non so come ringraziarvi, prendete qualcosa? posso mettere su il caffè? –
– Volentieri così intanto vi spieghiamo con calma come funziona il tutto. –

Istruzioni per l’uso corretto degli ausili ed informazioni con cosa pulirli, caffè, due chiacchiere sul problema da affrontare ma … appena cominciamo velatamente a chiedere com’è cominciata la malattia ecco che si spalanca un mondo, di come si sono accorti che qualcosa non andava bene, delle prime ansie e paure, dei pianti perché non sapevano come affrontare il momento difficile, poi le lacrime lasciano lo spazio ad un sorriso convinto perché cominciano a parlarci della Cucchini, di cosa hanno ricevuto in questo breve tempo da noi, e via con gli elogi alle infermiere, per non parlare dei medici volontari ed infine l’attenzione totale è rivolta a noi due perché da oggi, con questi ausili, riusciranno a migliorare decisamente la vita del loro caro.
Siamo ai veri saluti, alle calorose strette di mano e tante volte anche all’abbraccio.

– signora, se avrete bisogno di qualsiasi altro materiale, non si faccia scrupoli con noi, questo è il numero dell’ufficio e se non potremmo venire noi due, ce ne saranno altri molto più belli e giovani che verranno a trovarvi. –

Si rientra.. com’è andato il weekend? sei andato via con il camper? E tu? Hai fatto su i salami?
Dove vai in ferie? e la bicicletta quando la tiri fuori? A giugno vai sempre al mare lì? Ehi Danilo
guarda, siamo già arrivati, neanche accorto.

Francesca:
– Grazie ragazzi, com’è andata? –
Giorgio:
– Bene, abbiamo trovato questa situazione, abbiamo risolto così. –
Francesca:
– Allora vi saluto, alla prossima occasione, ci vediamo. –
… “cavolo”
son già passate 2 ore, com’è volato il tempo!
Mentre cammini per ritornare a casa e sei solo con te stesso ecco che compaiono velocemente tutte le immagini di queste 2 ore che hai donato al prossimo e ti chiedi quanto sei stato utile per quella famiglia, ma poi ti accorgi che sulla tua schiena, loro ti hanno depositato una flebo gigantesca di ringraziamenti. Ok, adesso mi metto direttamente in vena, goccia a goccia, tutto questo ben di Dio che ho ricevuto, la giornata è fatta di 24 ore, allora doso questo quantitativo per le prossime 22 ore.
Il mio amore della vita qualche giorno fa mi ha mandato questo WhatsApp e mi ha scritto:
«Questo è adattissimo a te, non l’avevo ancora condiviso con nessuno, me lo tenevo stretto stretto ed ogni tanto me lo rileggevo, ma è giunto il momento di condividerlo con Voi che leggete queste due righe».
IL VOLONTARIO
Quando mi chiedono
“Perché lo fai? Ti pagano?”
Io rispondo
Sì, mi pagano e nemmeno poco,
mi pagano con un sorriso
e con un “Grazie”
con la consapevolezza di aver dato
qualcosa di prezioso
a qualcuno in difficoltà
e questo, per me,
ha un valore inestimabile

Ciao da Giorgio, uno dei tantissimi volontari della Cucchini.

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2018-03-12T10:04:16+00:00