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25 NOVEMBRE 2010

Due anni fa, come questa notte, moriva mia moglie Lorena; due anni fa, come domattina, mi è crollato il mondo addosso e il senso di vuoto si è fatto prepotentemente largo dentro e fuori di me e solo ora trovo la forza per scrivere queste poche righe. Anche Lei, come tanti, è stata divorata dal cancro, ma fino all’ultimo non si è arresa ad una malattia devastante e cattiva, lottando quotidianamente per regalarsi e regalarmi una parvenza di vita tranquilla, cercando nei momenti meno dolorosi una ragione di vivere ancora. Il tumore l’ha consumata nel breve periodo di un anno: aggressivo e inesorabile non gli ha permesso di compiere 50 anni e alla fine, solo alla fine, quando il suo fisico provato stava definitivamente cedendo, ha chiesto aiuto.

L’aiuto è arrivato con le sembianze degli Angeli dell’Associazione Cucchini, un aiuto fraterno – e non uso a caso questo termine – che ha donato a Lorena la tranquillità, mitigando la grande paura della sofferenza e dell’ignoto. Con loro, in casa è entrata la fiducia e una grande umanità: la fiducia nell’aiuto terapeutico e l’umanità di persone mai viste prima, ma che ci pareva di conoscere da anni.
Alla professionalità queste persone hanno saputo dare un valore aggiunto che non è la pietà, il dispiacere oppure la costernazione, ma è il conforto; un conforto sincero, trasparente e soprattutto senza inutili falsità e protocolli; una bella sensazione in un momento così pesante da sopportare!

Grazie. Quante volte ci capita di dire grazie, ma questa volta il mio grazie ha un valore diverso: è il grazie che Lorena non ha potuto dire personalmente, è la riconoscenza per un aiuto davvero importante che la “Cucchini” ci ha dato e che quotidianamente dona agli altri, è un grazie che racchiude in sé il ricordo e i ricordi rimangono dentro.

Franco De Poli

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